venerdì 20 giugno 2014

Il manto di corte di Donna Franca Florio in mostra alla Galleria del Costume a Firenze



Si apre il 17 giugno nella Sala da ballo della Galleria del Costume di Palazzo Pitti la mostra denominata “Il manto di corte di Donna Franca Florio”.



Curata da Caterina Chiarelli e Simona Fulceri, l’esposizione rimarrà visibile (salvo proroghe) fino alla fine di luglio ed è accompagnata da brochure informativa edita da Sillabe. La mostra presenta il restauro di un sontuoso manto di corte in raso avorio realizzato nel 1902 presumibilmente dalla Maison Worth di Parigi per Donna Franca Florio che in quell’anno era stata eletta dama di corte della regina Elena, moglie di Vittorio Emanuele III.
“Attraverso il manto – scrive il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini -, è un intero spaccato della storia novecentesca d’Europa che si rivela: le corti monarchiche, i grandi sarti parigini. Con la Prima Guerra mondiale ancora lontana, l’alta società d’Italia si concedeva al fasto della Belle Époque”.
Figura protagonista della vita elegante e mondana a cavallo del secolo, e come tale è attualmente rappresentata nella selezione espositiva biennale “Donne protagoniste nel Novecento,” attraverso due splendidi suoi capi (un ulteriore  manto di corte in velluto blu guarnito da cordoncino dorato con nodi Savoia, e l’abito in velluto nero con cui la ritrasse il Boldini), collocati nella sala attigua alla sala da  ballo.
Affiancano in mostra l’opera, due splendidi abiti da gran sera entrambi usciti dalla Maison Worth di Parigi, uno dei quali presenta molta affinità con il manto. Ciascuno dei tre capi ha richiesto una diversa tipologia di procedimento di restauro; il manto e l’abito in raso, si presentavano danneggiati a causa dell’intervento di carica della seta che con il tempo prosciuga le fibre e su cui si è intervenuti, in parte come nel manto, procedendo ad ago, mentre si è cercato di riattivare vecchie adesivazioni che interessavano l’abito. Il terzo capo in tulle ricamato ad applicazione di perline in vetro soffiato, è stato in passato consolidato ad ago, fissando il tulle originale entro due strati a sandwich di tulle moderno.




Si ringrazia:
dr. Marco Ferri
Ufficio Comunicazione
Opera Laboratori Fiorentini Spa – Civita Group