martedì 2 luglio 2013

L'ARTE PER L'ARTE IN "CONNESSIONE EMOZIONALE"

Sensibilità d'artista e tecnologia digitale si fondono in 90 minuti grazie ad un evento culturale innovativo in cui il cinema unisce.

Logo dell'evento/mostra.







NEI CINEMA DI TUTTO IL MONDO (27 giugno 2013).
EXHIBITION: LA GRANDE ARTE AL CINEMA.
"MUNCH 150" anniversario. 

Data l'imponente attività artistica di Edvard Munch (capolavori famosi, opere minori,  ricostruzione dei dipinti che compongono il "Fregio della Vita", numerosi e mutevoli ritratti dell'artista, etc.), il dietro le quinte dell'esposizione per svelare alcuni dei processi alla base della realizzazione della mostra/evento "Munch 150" e l'immersione globale nella fantasia, nel mondo e nella quotidianità del pittore. L'approccio più opportuno per descrivere l'avvenimento eccezionale proiettato la sera del 27 giugno scorso è di affrontarlo con una metodologia solitamente dedicata ad un articolo di ricerca, identificando concetti chiave e spunti  legati alle principali argomentazioni venute alla luce nel corso della proiezione e che hanno suscitato un'ampia "gamma emozionale" di sensazioni e riflessioni, queste generate anche dalla loro combinazione atipica nel comunicare l'arte e quindi  la sua bellezza.

- OPERAZIONE DI MARKETING CULTURALE ALTERNATIVO.
- REALTÀ DIVERSIFICATA.
- REALTÀ "AUMENTATA" AL GRANDE PUBBLICO E AI GIOVANI.
- PSICHE, FILOSOFIA E CRISI CULTURALE  ED ECONOMICA.
- SENSIBILITÀ, RAPPORTO CON LA CITTÀ E "ATTENZIONE" ALL'AMBIENTE.
- "TAKE ACTION FOR THE ENVIRONMENT: Arte, Creatività&Sport".
- MACRO/ MICRO (PASSAGGIO DI SCALA).
- ARCHITETTURA, ARTIGIANATO ARTISTICO, DESIGN E MANAGEMENT.
- CLICHÉ" DINAMICO.
-  SFUMATURE DELLA VITA E "CROMO - COMUNICAZIONE".
- "MAQUILLAGE "ARTISTICO.
- "SDOGANAMENTO" E SCOMPOSIZIONE.

Uno dei curatori di "Munch 150", 
sullo sfondo plastico 
allestimento mostra/evento.

Plastico allestimento mostra "Munch 150".

Tim Marlow e "Pubertà", (1893)

INFO GENERALI SULLA MOSTRA/EVENTO E SUGLI  EVENTI CULTURALI CORRELATI.

● OSLO.
"MUNCH 150". 
La più ampia e articolata presentazione dell'arte di Munch di tutti i tempi.
Nel 2013 si festeggia il 150° anniversario della nascita di Munch (12 dicembre 1863 - 23 gennaio 1944), una delle figure chiave del modernismo. Un evento eccezionale su un artista che riscuote un interesse  mondiale. E così la Norvegia, e non solo, si mobilita per investigare fino in fondo l'arte universale e senza tempo dell'autore de "L'urlo", uno dei quadri più riconoscibili dal pubblico internazionale.
Per celebrare degnamente quest’anno, è in programmazione una serie di eventi culturali che hanno lo scopo di rendere omaggio a Munch e alla sua arte. Il più prestigioso di questi avvenimenti è rappresentato da “Munch 150”, la mostra allestita appositamente per questa ricorrenza, che si terrà a Oslo dal 2 giugno al 13 ottobre. L’esposizione, la più ampia mai realizzata, è composta di 250 opere e si concentra sui temi principali della sua produzione.
"Munch 150" nasce dalla collaborazione tra il Museo Munch e il Museo Nazionale d’Arte, Architettura e Design.

Arte&interior design.

L’Aula Magna dell’Università, Freia ed Ekely.
Nello stesso periodo in cui si celebra l'anniversario del 150˚ anno dalla nascita di Edvard Munch, dal 2 giugno al 13 ottobre, l'Aula Magna dell'Università di Oslo, Freia ed Ekely saranno aperti al pubblico in date e orari prefissati (N.B.: Ekely apre l’8 giugno).  Nell’Aula Magna dell’Università di Oslo si trovano i dipinti monumentali di Edvard Munch, con "Il Sole" come motivo portante. Le decorazioni furono terminate nel 1916. 
Nella sala mensa dei dipendenti della fabbrica di cioccolato “Freia” è possibile ammirare un altro dei maggiori lavori di decorazione dell’artista, che consiste di 22 dipinti realizzati a partire dal 1922. 
Nel 1916 Edvard Munch acquistò a Skøyen, alla periferia di Oslo, la proprietà “Ekely”, che prima fungeva da vivaio. Qui Munch risiedette per il resto della sua vita. L’edificio principale è stato demolito, ma è stato conservato uno degli atelier, in cui verrà allestita una piccola mostra documentaria che ha lo scopo di mostrare come esso fosse originariamente e come l’artista traesse ispirazione dall’ambiente circostante nella creazione delle sue opere.
Le opere esposte testimoniano tutte le fasi della sua vita e forniscono un potente quadro complessivo della sua enorme produzione artistica.

Aula Magna dell’Università di Oslo.


"La storia", (1911 - 1916).

"Alma mater", (1911- 1916). 

La rivista dell’anniversario "Munch 150".
La rivista dell’anniversario "Munch 150" offre una panoramica dettagliata sugli eventi e sulle mostre che si terranno nel 2013. Ci saranno inoltre ritratti-interviste dei curatori della grande mostra celebrativa, un’introduzione a “Munchs Oslo” (La Oslo di Munch) e agli altri sette “Comuni di Munch”: Vestby, Moss, Fredrikstad, Løten, Horten, Kragerø e Vågå, tutti luoghi a cui Munch e la sua famiglia erano particolarmente legati. Nella rivista sarà anche presentata una serie di mostre in Norvegia e all’estero, oltre alla recensione di libri, concerti, film, festival, conferenze e altre manifestazioni culturali che avranno luogo in occasione dell’anniversario. Tutti i testi sono in norvegese e in inglese. Redattore: Trine Otte Bak Nielsen.
La rivista è gratuita e si può scaricare qui.

Copertina rivista.

● NEI CINEMA DI TUTTO IL MONDO (27 giugno 2013).
"EXHIBITION: LA GRANDE ARTE AL CINEMA".
"MUNCH 150" anniversario.

OPERAZIONE DI MARKETING CULTURALE ALTERNATIVO.


In Italia tutti coloro che conserveranno il biglietto del cinema della proiezione del 27 giugno potranno acquistarne uno a prezzo ridotto per la mostra "Edvard Munch", allestita per il prossimo autunno a Palazzo Ducale di Genova. La mostra promossa, dal Comune di Genova e da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, prodotta e organizzata da Arthemisia Group e 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, aprirà al pubblico il 4 ottobre 2013 fino al 2 marzo 2014.
Dopo le proiezioni inerenti le mostre di Leonardo, Manet e Munch, il prossimo appuntamento al cinema:
"Vermeer e la musica: l’arte dell’amore e del piacere", 10 ottobre 2013.


Il produttore, Phil Grabsky, spiega di aver dato vita alla serie "spinto dal desiderio di condividere l’emozione di queste grandi mostre con un pubblico più vasto, da Kansas City ad Adelaide, da Osaka a Napoli, da Glasgow a Città del Capo. E mi sento di consigliare il film a tutti coloro che non possono raggiungere la Royal Academy ma anche a tutti i visitatori della mostra, perché l’evento al cinema sarà un’esperienza che permetterà di entrare ancora di più nel cuore delle opere di Manet ".


REALTÀ DIVERSIFICATA.
L'aspetto interessante ti tale evento non convenzionale è di aver utilizzato i mezzi contemporanei messi a disposizione dalla "settima arte", ecco svelato il concetto "l'arte per l'arte", ponendo il pubblico a metà fra l'opportunità di poter ammirare "dal vivo" la mostra/evento di Oslo e quella di avere durante il filmato descrizioni dettagliate sulla scelta dell'allestimento dell'esposizione/evento, delle tecniche pittoriche e della psicologia che ha condizionato l'intera produzione dell'artista direttamente dai curatoti della mostra, Nils Ohlsen, Mai Britt Guleng, Jon-Ove Steihaug, Ingebjørg Ydstie e i massimi esperti al mondo di Munch.

Tim Marlow, storico dell'arte.

REALTÀ "AUMENTATA" AL GRANDE PUBBLICO E AI GIOVANI.

Questa modalità virtuosa ha attivato un "processo culturale sostenibile" (per l'"economia" di gestione, logistica e budget) in quanto la realizzazione di un singolo filmato in versione digitale ha permesso in un colpo solo di ampliare il target del pubblico presente, soprattutto quello più giovane, nell'intercettare contenuti legati al mondo della cultura utilizzando numerose sale cinematografiche di tutto il mondo come "cassa di risonanza" a disposizione di una conoscenza rinnovata. I cinema ormai sono predisposti ad avere un'impiantistica ad altissime performance che permette di vivere così l'"esperienza visiva" in maniera "aumentata" e quindi più coinvolgente. Modalità che ha concesso di rendere maggiormente fruibile e appetibile l'arte dei grandi artisti, sfondando  le mura dei musei e creando un'aspettativa maggiore dovuta al carattere non convenzionale dell'evento. È stata così attivata un'attenzione "diversificata" nell'attirare soprattutto i più giovani all'estetica pura generata dall'atto artistico d'autore in una società ormai poco incline alla cura dei dettagli, al "guardarsi dentro" e propensa piuttosto ad un pressapochismo generalizzato.

Tim Marlow e "Tre ragazze sul ponte", 
(1902 circa).

PSICHE, FILOSOFIA E CRISI CULTURALE  ED ECONOMICA.

La poetica di Munch è direttamente o indirettamente collegata con il pensiero di Kierkegaard, che soltanto nei primi decenni del Novecento comincerà ad essere conosciuto in Germania: si deve dunque a Munch, che soggiornò più volte in Germania, la spinta "esistenzialista" che farà nascere l'Espressionismo, che è nato infatti nel nome e sotto il segno della sua pittura.
Come Kafka, anche Munch non cessa mai di sentirsi misteriosamente colpevole e perseguitato dai propri spettri. E nei suoi quadri non farà altro che "scrivere" e "riscrivere" la sua vita: un'autobiografia dell'anima per immagini, o meglio un'anatomia delle catastrofi dell'Io, impridente nell'intensità, provocante nei mezzi. Chi guarda sbatte contro quell'ansia e vi riconosce la propria: non vi è dubbio che tra i pittori, Edvard Munch è colui che più di ogni altro, ha saputo dare volto alla psiche moderna
Munch e il suo pitto-segno, ondulato e fluttuante, non cerca una definizione naturalistica della realtà, piuttosto ne ricerca le dinamiche interiori che in una continua espansione, determinano quello che poi ne costituisce l'essenza.
Non può che sembrare attualissimo l'approccio di Munch con la società in cui viveva. Infatti nessun artista del secolo scorso ha vissuto fino in fondo con eguale consapevolezza la crisi della coscienza e della cultura occidentale: tale consapevolezza è stata poi la condanna che ha dannato l'arte del secolo scorso. In Munch infatti la tragicità e la dissoluzione della propria vita si fondono e si combinano con la tragicità e la dissoluzione della propria opera. Proprio questa consapevolezza ha consentito all'artista di presentarsi nel 1900 tra i protagonisti di una nuova, desolata visione. 
"[...] La pittura mi ha aiutato a guardare dentro me stesso, a trasmettere sentimenti ed emozioni [...]. Ho letto i testi dei filosofi della Scandinavia e ho sentito parlare delle teorie sulla psiche umana sviluppate dal dottor Freud, a Vienna. Io avverto un profondo senso di malessere, che non saprei descrivere a parole, ma che invece so benissimo dipingere. [...]"



"Autoritratto sotto una maschera di donna", 
(1893 circa)

"Il bacio", (1893).

SENSIBILITÀ, RAPPORTO CON LA CITTÀ E "ATTENZIONE" ALL'AMBIENTE.

La sensibilità d'artista rende sempre i concetti espressi come attuali e osservando l'intera produzione artistica di Munch ci si rende conto come ciò per lui sia avvenuto attraverso l'approccio che la sua esistenza ha avuto nell'intersecare relazioni personali, rapporto con la città (Oslo e gli altri comuni in cui ha vissuto) e l'ambiente circostante. 
Il dna evidentemente non basta; l'autodeterminarsi di un essere umano dipende da istruzione, relazioni, cibo, avvenimenti, ambiente in cui vive, etc., e Munch tutto ciò lo ha restituito "in sintesi" (approccio che nella contemporaneità è probabilmente in mano ai creativi delle agenzie pubblicitarie) e filtrato dalla mente; infatti leggendo la sua biografia e passando il rassegna le sue opere si nota un aspetto assolutamente predominante. Il voler comunicare ciò che vede la mente piuttosto che l'occhio.
Colpisce anche il rapporto controverso con la sua città, Oslo, anche se non è il tema principale della sua arte, e i comuni in cui ha vissuto, i quali sono indissolubilmente legati per molti aspetti. Munch 150 verrà celebrato per tutto il 2013 nei cosiddetti otto "Comuni di Munch". Il comun denominatore che li unisce, è il loro legame all’artista, che vi ha vissuto o lavorato, o dove risiedeva la sua famiglia d’origine. Munch si è fatto spesso ispirare dall’ambiente che lo circondava e in molti di questi comuni si possono ammirare paesaggi presenti nelle sue opere. Nell’arco del 2013 questi comuni ospiteranno numerosi eventi culturali per festeggiare Munch. 
Per ulteriori informazioni, clicca su “programma” e “calendario delle attività”, o visita il sito dei singoli comuni.

"La voce", (1893).

"Il sole", (199 - 1911).

"TAKE ACTION FOR THE ENVIRONMENT": Arte, Creatività&Sport.
Arte e creatività "toccheranno" il mondo del calcio per avvicinare i giovani e un pubblico più ampio al mondo della cultura.

Illustrazione che raffigura quale potrà essere l’esito 
a Ekeberg quando i partecipanti della Norway Cup 
prenderanno parte a "L’urlo della natura".
Illustrazione: Branislav Nikolic. 
Foto originale: NSAA.

"L’urlo della natura" (“Skriket fra naturen”) è un progetto artistico legato all’ambiente che desidera aumentare la consapevolezza sul legame esistente tra gli esseri umani e la natura. Il progetto vuole essere un’interpretazione contemporanea del capolavoro di Munch, l’Urlo, in cui il volto distorto dall’angoscia viene ricreato all’aperto in grande formato.
Munch scrisse numerosi testi sul tema, tra cui: “Ho avvertito la presenza di un urlo enorme, infinito che si levava dalla natura”. Oggi, cento anni dopo, ne sentiamo un altro: siccità, incendi boschivi, inondazioni, smottamenti, condizioni climatiche estreme, scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello degli oceani ed estinzione di specie animali sono soltanto alcune delle sfide attuali che il mondo deve affrontare. Grazie a iniziative differenti gli organizzatori desiderano migliorare la consapevolezza sul rapporto che intercorre tra l’uomo e la natura, e le conseguenze che le nostre scelte hanno sul pianeta in cui viviamo. Arte e creatività "toccheranno" il mondo del calcio in uno dei momenti culminanti di questo progetto che avrà luogo a Ekebergsletta durante il torneo internazionale di calcio “Norway Cup 2013”. Importante torneo internazionale di calcio per bambini e ragazzi dai 10 ai 19 anni che si tiene ogni anno dal 1972 ed è uno dei più grandi tornei del suo genere con circa 30.000 partecipanti da tutto il mondo. Si svolgerà a Oslo dal 28 luglio al 3 agosto prossimi in cui migliaia di giovani partecipanti creeranno “L’urlo della natura”. I ragazzi si posizioneranno sull’altopiano formando l’Urlo e l’avvenimento sarà ripreso dall’alto.
Quest’azione rappresenta un obiettivo importante del progetto. Tutti coloro che avvertono l’urlo proveniente dalla natura, sono invitati a esprimere questo sentimento, sia creando il proprio grido della natura e condividendolo sui social network, sia attraverso iniziative concrete come per esempio il riciclaggio dei rifiuti.
L’urlo della natura è un’iniziativa ideata dall’artista Lise Wulff e sviluppata in collaborazione con Pure CSR, Munch 150, Bellona e Branislav Nicolic, insieme agli organizzatori della Norway Cup. UNEP è il partner responsabile dell’organizzazione. Toxic è il partner responsabile dei media digitali.
Direttore artistico: Lise Wulff.
Per conoscere meglio il progetto e sapere come vi si può partecipare, vedi: The Scream from Nature.




MACRO/ MICRO (PASSAGGIO DI SCALA).

Citando Aldo Rossi, "Dal cucchiaiono alla città", e facendo riferimento quindi ad una terminologia tutta architettonica, con il concetto di "passaggio di scala" si può sintetizzare l'approccio con cui è stato elaborato e composto il filmato "Munch 150 - EXHIBITION: LA GRANDE ARTE AL CINEMA".
L'aspetto eccezionale è stato quello che, oltre ad avere una panoramica generale sulle vita dell'artista, il pubblico ha ricevuto informazioni relative a gesti e approcci legati alla quotidianità dell'artista ma anche uno zoom dettagliato e "chiarificatore" su alcuni dei dipinti, come:
● "La fanciulla malata", (1885-1886)
● "Ragazze sul ponte", (1901)
● " La morte di Marat", (1907)
● "Autoritratto tra orologio e letto", (1940 - 1943)
● "Il Fregio della Vita" è composto da alcune delle sue opere più famose:
●"L'Urlo", (1893)
● "Madonna", (1894 - 1895)
● "La Danza della vita", (1899 - 1900)
● "La morte nella stanza della malata", (1893 circa)
Il "pattern" compositivo che ne è risultato è stato incredibilmente emozionale nel suo far luce su stratigrafia, psicologia, emotività, diversificazione nel trattare la "materia" e curiosità che riguardano Munch. Quando morì, nel 1944, lasciò tutti i suoi beni e le sue opere al municipio della capitale: oltre 1100 quadri molti dei quali quasi rovinati, perché Munch li lasciava volutamente all'aperto per un trattamento che egli chiamava "cura da cavalli".

Immagini d'archivio.

"L'urlo" (1885). Dettaglio di guano di piccione su 
dopo la "cura".

"L'urlo" (1885). "Graffi" di dettaglio 
nella tecnica pittorica.

"L'urlo" (1885). Dettaglio sul trattamento cromatico
attuato nella tecnica pittorica.

"Autoritratto davanti alla parete di casa", 1926.
Dettaglio tecnica pittorica.

"La bambina malata", (1896).
Dettaglio tecnica pittorica.

"La morte di Marat", (1907).
Dettaglio tecnica pittorica.

ARCHITETTURA, ARTIGIANATO ARTISTICO, DESIGN E MANAGEMENT.

Proprio attraverso la descrizione degli stili architettonici dei due musei di Oslo che espongono la produzione dell'artista è possibile comprendere nell'immediato come l'opera di Munch faccia riferimento ad un ampissimo raggio temporale (morì all'età di 81 anni).
Alla sua morte, nel 1944, Edvard Munch (1863-1944) ha lasciato in eredità alla città gran parte della sue opere, tra cui due versioni dell'espressione più famosa di angoscia esistenziale, L'urlo.
L'attuale Munch Museum, costruito in economia dopo la seconda guerra mondiale, in un quartiere piuttosto degradato di Oslo, non è più adeguato a custodire l'inestimabile tesoro.

Munch Museum, Oslo.

Il Museo Nazionale d’arte, architettura e design riunisce e conserva, espone e promuove le principali collezioni di arte, architettura e design della Norvegia. Il Museo organizza mostre permanenti con opere della propria collezione e mostre a tema che, alle opere del museo, uniscono prestiti da altre istituzioni. Gli spazi espositivi del Museo Nazionale di Oslo si dividono in Galleria Nazionale, Museo d’Arte Contemporanea, Museo Nazionale dell’Architettura e Museo del Design Industriale. Il Museo organizza anche mostre itineranti in altre località della Norvegia e all’estero.
Architettura. Museo Nazionale – Architettura.
La sezione di Architettura del Museo Nazionale ospita mostre che spaziano da temi storici all’architettura contemporanea. La progettazione degli edifici che ospitano il museo è opera di due famosi architetti norvegesi – uno del XIX e uno del XX secolo. L’edificio principale fu progettato da Christian H. Grosch e risale al 1830. La ristrutturazione e il nuovo locale inaugurato nel 2008 portano invece la firma dell’architetto Sverre Fehn. La collezione di architettura verte principalmente sul modernismo ed in particolare sugli anni tra i due conflitti mondiali. La collezione, che comprende disegni, fotografie, modelli, carteggi, etc., proviene principalmente dagli archivi privati di architetti norvegesi.
Design e Artigianato artistico. Museo del Design Industriale.
Al design e all’artigianato artistico è dedicato il Museo del Design Industriale. La collezione copre un vasto periodo storico che parte dall’antichità rappresentata da vasi greci e oggetti provenienti dall’Estremo Oriente e arriva fino alla storia dello stile europeo. La mostra comprende sezioni dedicate all’abbigliamento e alla moda, tessuti, mobili, argenti, cristalli, ceramiche, design e artigianato artistico. Tra le opere di maggior richiamo della collezione vanno citati l’arazzo di Baldishol, esempio raro di Gobelin del XII secolo, le collezioni di abiti della famiglia reale norvegese e una serie di bicchieri in cristallo del XVIII secolo proveniente da Nøstetangen, la prima vetreria della Norvegia.

Museo Nazionale d’Arte, Architettura e Design, Oslo.

Curiosità.
"Munch e il nuovo museo: parte III (il Museo Munch, il Museo Nazionale d’Arte, Architettura e Design e il nuovo museo nel quartiere  di Bjørvika )". 
La mostra, organizzata come da titolo per celebrare il 150esimo anniversario dalla nascita del pittore viene casualmente a coincidere con la sottoscrizione dell’accordo per la costruzione del nuovo Museo Munch. Una struttura in vetro che sarà situata nel waterfront di Oslo, in sostituzione dell'esistente esposizione permanente a Toyen. Il progetto verrà realizzato dagli spagnoli dello studio Herreros Arquitectos,  (vincitori del contratto per disegnare l’edificio già nel 2009). Doveva essere pronto lo scorso anno per il 150° anniversario della nascita del pittore, ma le polemiche sul presunto impatto ambientale che l'edificio avrebbe avuto sullo skyline l'avevano fatto slittare. Secondo l'agenzia inoltre è stato dato il via libera anche alla ristrutturazione dell'attuale museo di Toyen. (ANSA).
Il progetto di costruzione del museo era bloccato causa diverse componenti che si erano intromesse ad ostacolarne il naturale svolgimento: sia elementi politici legati anche al costo eccessivo dell’operazione che situazioni legate al luogo di costruzione dell’edificio avevano ritardato la firma al progetto Lambda, affacciato sul mare e letteralmente 'piegato' verso la baia di Bjorvika. La superficie del nuovo museo monotematico sarà di 12.000 metri quadrati per un costo di circa 273 milioni di euro. L’inaugurazione dell’edificio è prevista per il 2018.
Riviste anche le posizioni del management, inserendo nello staff un nuovo livello di dirigenti. Secondo alcune notizie della stampa norvegese, Henrichsen, direttore del Museo Munch, avrebbe pagato una società di executive search per ricercare nuovi manager da inserire in organico. Le tre nuove figure professionali inserite nel museo gestiscono i servizi di comunicazione, amministrazione e personale. 
Dopo anni e anni di dissensi e discussioni da parte degli esponenti della municipalità di Oslo a proposito della posizione, del design e dei costi, era stato già annunciato a fine maggio, ma è solo in questi ultimi giorni che si delineano i particolari del progetto imponente, destinato ad accogliere 1100 dipinti, 3000 disegni e 18.000 incisioni.
L'opposizione nasceva anche dalla preoccupazione dei possibili effetti depressivi dello spostamento sulla zona residenziale di Toyen, nella quale risiede l’attuale Munch Museum.
Un nuovo museo sarà fondamentale, confermato anche da Hallstein Bjercke, commissario cittadino per la cultura e l’industria: "Oslo è la città che sta crescendo di più in Europa e il nuovo Museo modernista di Munch è una parte di questo sviluppo, (perché il nuovo museo) Munch avrà un ruolo chiave nell’aspetto della futura Oslo".

CLICHÉ" DINAMICO.

"L'Urlo" è il dipinto di Munch più conosciuto in quanto il più riconoscibile. Viene infatti spesso erroneamente definito come la 'business card' di Munch o il 'cliché' che rappresenta la sua completa produzione artistica. Associare il termine 'stereotipo' a quest'opera però risulta essere una contraddizione in termini "compositivi". 
La locuzione deriva dalle parole greche "stereos" (duro, solido) e "typos" (impronta, immagine, gruppo), quindi "immagine rigida". 
"L'Urlo" non è assolutamente immagine rigida.
"Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all'improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad una palizzata. Sul fiordo nero-azzurro e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura... E sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura".
La scena rappresenta un'esperienza vera della vita dell'artista: mentre si trovava a passeggiare con degli amici su un ponte della città di Nordstrand (oggi quartiere di Oslo), il suo animo venne pervaso dal terrore e colse l'attimo così dipinse questo personaggio.
La funzione comunicativa prevalente individuata nel dipinto attraverso la lettura dell'opera è espressiva. L'uso del colore e gli accostamenti cromatici associati a lunghe pennellate tese a deformare i soggetti rappresentati suggeriscono uno stato emotivo di angoscia. L'associazione delle linee ondulate con le linee diagonali (parapetto) crea un senso di dinamicità che provoca tensione nell'osservatore. L'uso della luce contribuisce a far scaturire nell'osservatore un senso di inquietudine e dramma della natura poiché conferisce il senso dell'immediatezza dell'evento rappresentato, colpendo la figura principale frontalmente come se fosse illuminata dalla luce di un flash. Anche la composizione degli elementi costitutivi del quadro è orientata a sottolineare l'aspetto espressivo dell'opera mettendo in primo piano il soggetto che emette l'urlo, staccandolo dallo sfondo attraverso la frapposizione dell'elemento ponte.
La spinta dinamica del movimento ad onda domina l'insieme, incombendo sulla figura, sulla natura, definendo la tipica deformazione espressionista che, premendo sulla forma, vuol far sgorgare e liberare l'angoscia interiore, facendola esplodere con un grido liberatorio.
La figura in primo piano è tagliata in diagonale dalla linea del parapetto del ponte (focalizzando sulla stessa figura), di scorcio sulla sinistra, sul quale si allontanano le figure di sfondo, mentre sulla destra è raffigurato un paesaggio irreale e desolato, un gorgo d'acqua sopra il quale un cielo striato di rosso riprende lo stesso andamento ondulato.  Per più di due terzi la superficie della tela è occupata da colori caldi, dal giallo al rosso; nel terzo residuo il blu è lavorato con tratti profondi di rosso e di giallo.  Fra i chiari e gli scuri non c'è concerto ma violenta contrapposizione.  Le fasce ondulate di colori caldi dei cielo non scaricano la tensione ma la incoperchiano con uno cappa di fuoco di andamento orizzontale. Dunque il quadro vorrebbe comunicare sensazioni piacevoli ma non è cosi.  In antitesi con la corrente impressionismo l'opera di Munch, non si proietta verso l'esterno, verso la natura , ma si rivolge all'inconscio, all'interiorità della quale scopre tutta la incontrollabile violenza emotiva dinamica.

"Tre ragazze sul ponte", (1902 circa).      "L'urlo", (1885).

 SFUMATURE DELLA VITA E CROMO - "COMUNICAZIONE".

Oggi si utilizza il termine "cromoterapia" per indicare la validità nell'utilizzo dei colori per migliorare le condizioni fisiche e psichiche dell'uomo. Quindi il colore diviene uno strumento che può veicolare una condizione di benessere. I colori aiuterebbero il corpo e la psiche a ritrovare il loro naturale equilibrio e avrebbero effetti fisici e psichici in grado di stimolare il corpo e calmare certi sintomi. L'utilizzo dei colori è normalmente regolato da principi comuni, analoghi a quelli che portano a scegliere il colore dell'abito da indossare o la tinta delle pareti di casa per abbinarli a una determinata personalità e favorire o contrastare quindi un certo stato d'animo.
Munch invece lo utilizza per comunicare, non per migliorare, una condizione interiore, mettendo in luce anche con questa modalità il suo geniale potere di sintesi. Ogni colore rappresenta un emozione o uno stato d'animo preciso. La ricerca di Munch si esprime poi anche attraverso temi ricorrenti e ripetuti, tecniche diverse e stili pittorico-espressivi variati all'interno di schemi compositivi audaci in cui i colori hanno un significato simbolico, sono usati puri, netti e contrapposti tra di loro; hanno tonalità accese anche quando la presenza della morte è incombente.
L'uso di colori violenti e irreali, linee sinuose e continue, immagini deformate, consumate dal tormento interiore esprime le angosce e i disagi esistenziali dell'artista, provato fin da piccolo da numerosi lutti familiari. L'artista ha una visione della realtà radicalmente permeata dal senso incombente e angoscioso della morte. In quest'ottica anche l'amore è visto come l'affiorare di un'animalità primitiva e insopprimibile e la voglia di annullarsi uno nell'altro viene ancora una volta letta come espressione di morte. L'utilizzo del rosso, soprattutto, è dovuto alla lunga permanenza dell'artista al capezzale della sorella, malata di tubercolosi. Un trauma che influenzerà molto spesso le scelte tonali dei suoi dipinti.
Di seguito un esempio di come utilizza i colori in uno dei suoi dipinti in cui il bianco viene utilizzato per rappresentare la purezza, il rosso la passione e il nero, nel caso de "La danza della vita", l'avvicinarsi alla morte della donna (a destra).

"La danza della vita", (1900).

     "Rosso e bianco", (1915).

"MAQUILLAGE "ARTISTICO.

La mostra/evento, oltre che a essere suddivisa in due location diverse permettendo così al pubblico di poter vivere Oslo durante lo spostamento, colpisce per come sia stato "trattato" in due punti/allestimenti precisi. 
Il primo, nella sala che ricostruisce "Il Fregio della vita", nella versione di Berlino 1902, predisposto in modalità alternativa "livellando" i singoli quadri che lo compongono dietro un pannello/"maquillage" che ne nasconde così le cornici dorate, facendone percepire le opere in modo totalmente diverso. Così, l'importanza della singola opera con le sue peculiarità prende nuova vita in una "sdoganata" e rinnovata sinergia d'insieme. Un'operazione che potendo sembrare di semplice, anzi, quasi banale copertura assume una percezione inversa: "da parte per il tutto", "a tutto per la parte", facendo riferimento ad una delle più importanti figure retoriche.

     "Il Fregio della vita", (versione Berlino 1902) 
in "Munch 150".

Tim Marlow, i curatori di "Munch 150" e 
"Il Fregio della vita", (versione Berlino 1902).

Il secondo, riferendosi invece ad uno dei periodi peggiori della vita di Edvard Munch, è caratterizzato da un aspetto singolare riguardante il quadro "Brothel scene" (1907): il far "uscire" dal quadro un dettaglio dell'arredo, anche se re-interpretato come tappezzeria damascata verde, trasformandolo nello sfondo dell'allestimento stesso.

 "The brothel scene, (1907).

Tim Marlow e "The brothel scene, (1907).

"SDOGANAMENTO" E SCOMPOSIZIONE.

In questo caso, "invertendo l'ordine degli addendi",  il risultato cambia in termini di percezione e comunicazione visiva. L'effetto nel percepire l'intera opera dell'artista in "Munch 150", passa agevolmente da visione singola a visione d'insieme senza cambiarne però la sostanza dell'opera. 
Lo "sdoganamento" e la "scomposizione" di Edvard Munch hanno portato così ad un maggiore coinvolgimento e comprensione della sua intera produzione artistica.
Nuove modalità che certamente permetteranno di ampliare il pubblico che visiterà la mostra. Conoscenza e competenza mixati ad innovazione e creatività rappresentano la nuova frontiera per il mondo della Cultura, invogliando e "attivando" una nuova forma di turismo evoluto, partecipato e consapevole
In attesa che anche l'Italia abbia la sua mostra/evento... Il freno: intraprendere questa linea nel Belpaese è visto forse come gesto troppo "audace" sommato alla totale inconsapevolezza dell'esistenza di attività e processi di benchmarking.
L'energia creativa nell'ideare eventi che possano valorizzare e rendere più coinvolgente ciò che la Storia del proprio Paese ha lasciato interessando un pubblico più ampio evidentemente risulta essere più efficace verso latitudini più a nord dell'emisfero boreale. L'Italia agevolata dal clima e da ciò che ha ereditato di unico e irripetibile dovrebbe dare costantemente al mondo l'esempio di come si valorizza la Cultura e mantiene viva la Memoria Storica attualizzandone contenuti e messaggi.
A quando un anniversario così "coinvolgente" e "dedicato a tutti" orientato ad elementi del nostro Patrimonio?
Forse lo scorso 27 maggio a Firenze con il "Girotondo per Caterina - Firenze abbraccia gli Uffizi" si è aperto un varco in questo senso.
Citando lo spot pubblicitario di un noto marchio automobilistico: "... Dicono che a vedere una meraviglia dietro l'altra alla fine ci si faccia l'abitudine. Vuoi scommettere di no...", forse il freno in Italia nel voler intraprendere in modo definitivo una strada realmente competitiva è individuato in queste poche parole. Il Centro Studi "ARTfutureCRAFT - TUSCANY ● ITALY" accetta la scommessa.



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