venerdì 23 agosto 2013

"GRACIS INTERNATIONAL ART EXHIBITION"_BENVENUTO ARTISTICO ALLA CROAZIA NELL’UNIONE EUROPEA_APPELLO GRACIS

Per iniziativa di Art Projects Association, APA, di Trieste.

24 artisti di Italia, Slovenia, Croazia, Austria e Germania in una  Esposizione internazionale alla  LUX ART Gallery di Trieste.
Vernissage: sabato 24 agosto ore 19.00


NEL CORSO DELL’INAUGURAZIONE VERRA’ PRESENTATO L’APPELLO DEI 24 ARTISTI RIVOLTO AI GOVERNI DI 5 PAESI AFFINCHE’ LA CULTURA VENGA RIPROPOSTA AL CENTRO DELL’AZIONE POLITICA-SOCIALE.
Dal 1° luglio 2013 la Croazia è entrata a far parte dell’Unione Europea: un avvenimento storico-politico di grande importanza destinato ad avere ripercussioni positive in ambito economico, sociale e culturale. L’Art Projects Association, APA (Associazione culturale con sede a Trieste) vocata a sviluppare e promuovere l’internazionalizzazione e la contaminazione delle realtà artistiche, ha deciso di contribuire alla celebrazione dell’evento organizzando una esposizione d’arte intitolata GRACIS che fungesse da punto d’incontro tra la vecchia e la nuova Europa e – allo stesso tempo - rappresentasse una sorta di benvenuto nell’UE agli artisti croati. Obiettivo ambizioso, che si ritiene sia stato raggiunto grazie alla collaborazione incontrata in Hanibal Salvaro (pirotecnico artista e organizzatore culturale croato) e che ha permesso di articolare la rassegna in due sedi, a Zagabria e a Trieste, coinvolgendo 24 operatori rappresentativi dell’espressività artistica contemporanea dei paesi europei coinvolti: Croazia, Italia, Austria, Germania e Slovenia. Il nome GRACIS è stato scelto dagli artisti croati e sintetizza le sigle dei Paesi e richiama il concetto di “grazia”.
“Una Mostra - incontro tra la vecchia e la nuova Europa, - scrive Franco Rosso nella presentazione -  che attraverso l’arte figurativa supera i differenti codici linguistici di regioni con radice germanica, latina e slava, riconoscendo come una ricchezza la differenza delle tradizioni culturali, superando però i facili universalismi per declinare nuove contaminazioni e interdisciplinarietà tra mondi, realtà, vocazioni e visioni che si affacciano agli albori di questo terzo millennio.  La Rassegna non segnala alcun conformismo a canoni estetici o a generi stilistici, proponendo invece un'articolata varietà di esiti formali che sembrano sottolineare come l’arte figurativa rimanga il miglior motore dell’immaginazione e il più efficace strumento per rappresentare la capacità intellettiva, discorsiva e dialogica dell’uomo sul terreno della comunicabilità e verificabilità della visione e della conoscenza: ma anche come l’Arte si confermi come insuperabile terreno di confronto e di conoscenza, un ponte virtuoso tra popoli e culture con storie diverse”.
Gli artisti espositori: Austria Franz Berger, Johann Jascha, Gian Piero Manca, Robert Primig, Gloria Zoitl Croazia Frana Grbić, Zdravko Milić, Marcela Munger, Krešimir Nikšić, Bruno Paladin, Hanibal Salvaro Hani, Goran Štimac Germania Christian Havlicek, Renate Christin, Rayk Amelang Italia Giuliana Balbi, Patrizia Bigarella, Raffaella Busdon, Qing Yue, Franco Rosso, Tullio Sila. Slovenia Klemen Brun, Jože Šubic, Etko Tutta.


Info:  349.3162540 -  333.8345924
Referenti Art Projects Association : Cinzia Giancovich (Presidente), Franco Rosso (Vicepresidente), Patrizia Bigarella, Raffaella Busdon

ESPOSIZIONE
LUX Art Gallery, Via Rittmeyer 7/A, Trieste, Italy
Vernissage 24 agosto 2013 alle 19.00 
Aperta fino al 7 settembre; 
lun-mart-gio-ven-sab 17-20.

APPELLO GRACIS

VENTIQUATTRO ARTISTI operanti in Italia, Slovenia, Croazia, Austria e Germania hanno dato vita (con l’organizzazione dell’Art Projects Association-Italia e di Hannibal Salvaro-Croazia) all’International Art Exibition GRACIS (svoltasi a Zagabria il 22 luglio e ora a Trieste) per porgere un benvenuto “artistico” all’ingresso della Croazia nell’Unione Europea. Gli stessi artisti, che si riconoscono in Art Projects Association e Centro Iniziative Culturali Z04 (Italia), Associazione SAFIR (Salisburgo, Austria), Associazioni Opoka e Manifest (Slovenia), KunstvereinGRAZ (Regensburg, Germania)  e che in passato avevano sostenuto la manifestazione “Rogo d’opere d’arte” in segno di solidarieta' e di protesta per il mancato sostegno economico delle autorita' al Museo Contemporaneo di Casoria, CAM, intendono rivolgere ai Governi dei loro Paesi un APPELLO PER LA CENTRALITA’ DELLA CULTURA.

1) La cultura – nella sua globalità - va ricollocata al centro dell’agenda politica dei governi di Italia, Slovenia, Croazia, Austria e Germania perché solo investendo in cultura si può disegnare un futuro di sviluppo. Non è un caso che la produzione culturale e creativa sia il principale terreno di coltura della nuova ondata imprenditoriale di prima generazione in molte economie emerse in Asia ed emergenti in Africa: solo nella vecchia Europa si fatica a cogliere il senso di questo scenario e le opportunità che esso sviluppa.
2) La cultura è espressione e fondamento di ogni società; è indice di benessere democratico; è fonte di senso e di strumento di indagine del reale; è il mezzo attraverso il quale la società si interroga e formula nuove proposizioni su se stessa, azzarda progetti, apre nuovi orizzonti: dà forma e contenuto al mondo.  
3) La cultura non può più essere considerata come un centro di spesa improduttivo da trattare con tagli trasversali e l’economia deve accogliere criteri di misurazione del benessere, accantonando semplicistici economicismi, per prendere coscienza che le espressioni delle arti e dei saperi possono porre le basi a nuovi modelli di società nelle quali la cultura rappresenta l’ingrediente più importante della qualità della vita.
4) La cultura sviluppa saperi e competenze, produce benessere e ricchezza economica, favorisce l’innovazione e i processi di inclusione sociale, educa al rispetto e al gusto del bello, migliora il profilo affettivo dell’individuo, la sua spontaneità,  l’autonomia, il senso critico, quel senso di identità e appartenenza che permette una attenzione  personale più qualificata per i valori spirituali e immateriali.
5) Investire in cultura significa innanzitutto puntare sulla creazione di cultura e quindi di conoscenza: mixando le conoscenze, combinando competenze artistiche e capacità immaginative, attivando un ambiente in cui vi sia un permanente investimento in cultura e istruzione, si creano i presupposti per sviluppare una creatività basata sulla cultura, che produce innovazione in tutti i settori.
6) Bisogna favorire quei cortocircuiti che avvengono nelle reti sociali e che si alimentano nelle interazioni che si sviluppano tra le persone e le piattaforme che le mettono in comunicazione. I Governi non possono , non devono, produrla dall’alto, perché questo tipo di creazione di valori è libera e non può venire imposta: è bottom-up e non top-down. Ma bisogna che i Governi garantiscano che le reti funzionino e che si assumano la responsabilità di eliminare gli ostacoli all’espressione della creatività.
7) Il circolo virtuoso tra conoscenza, ricerca, arte, tutela e occupazione –in tempi di crisi economica- abbisogna del coinvolgimento dei privati: ma bisogna superare quella situazione che in passato ha percepito l’investimento in cultura come un sostegno chiesto ad una imprenditoria consegnata ad un ruolo di elemosiniere chiamato a tenere in piedi un settore incapace di camminare sulle proprie gambe. Bisogna creare le premesse per passare da una logica di sponsorship ad una di partnership, affinché pubblico e privati condividano obiettivi e finalità sociali nel medio e lungo termine.
8) Il tanto osannato spread si batte solo con l’economia reale, ma l’economia la fanno le persone. E la cultura fa le persone e i cittadini: solo nei cittadini ricchi di cultura si sviluppa il rispetto per gli altri e anche il desiderio di rendere partecipi tutti delle proprie scoperte e delle proprie passioni perché la conoscenza è fattore dinamico e generativo, è il terreno comune per la convivenza civile. 
9) Di fronte ai tagli generalizzati, nazionali e locali, addebitati alla cultura soprattutto in Italia (ma ora anche in altri Paesi europei), alle (anche necessarie) scelte di spending review che comportano una rivisitazione del mix della spesa pubblica, la componente investita nella sfera della conoscenza non può essere considerata un costo da tagliare, ma va intesa come uno degli ambiti su cui va investito di più e meglio, avendo cura di coniugare la qualità e l’innovazione artistica con l’assenza di sprechi.
10) I Governi scommettano sulla cultura come generatore di sviluppo e lo facciano con un cambio di passo, avviando una rivoluzione culturale non per ma della cultura, partendo dalla diffusione della conoscenza e dei valori culturali per superare l’attuale naufragio delle idee e delle risorse creative. 

Con questi 10 punti gli artisti di Gracis chiedono ai Governi di Italia, Slovenia, Croazia, Austria e Germania di avviare una rivoluzione culturale per porre i saperi e la cultura al centro della loro azione sociale, riconoscendo la centralità della persona come cittadino, lavoratore, imprenditore, artista, intellettuale, rispetto all’appropiazione causata dalle cattive politiche e dall’ignoranza. Bisogna uscire dagli schemi usurati e prendere coscienza che cultura, etica e sviluppo possono marciare insieme.

Artisti:
Italia: Giuliana Balbi, Patrizia Bigarella, Raffaella Busdon, Qing Yue, Franco Rosso, Tullio Sila
Croazia: Frana Grbić, Zdravko Milić, Marcela Munger, Krešimir Nikšić, Bruno Paladin, Hanibal Salvaro Hani, Goran Štimac.
Austria: Franz Berger, Johann Jascha, Gian Piero Manca, Robert Primig, Gloria Zoitl.
Germania: Christian Havlicek, Renate Christin, Rayk Amelang.
Slovenia: Klemen Brun, Jože Šubic, Etko Tutta.

Trieste, 24 agosto 2013

























Invito mostra