mercoledì 18 marzo 2015

"VISITA ALLA TORRE DELL'OROLOGIO IN PIAZZA SAN MARCO A VENEZIA"

by "Anele in the Artistic Heritage - Young Creative Blogger" (13 anni)

(Vista dalla Torre verso il Museo Correr, 
foto di Anele) (*) 

La storia inizia nel XV secolo (1493) l'anno in cui la Serenissima Repubblica con il Doge Agostino Barbarigo richiama in città il più famoso orologiaio Giancarlo Rainieri che non era veneziano ma veniva da Reggio Emilia.



 (Campanile di San Marco, 
foto di Anele)

(Prospetto Torre dell'Orologio, 
foto di Anele)

Deve costruire la macchina dell'orologio ma all'epoca non c'era lo spazio materiale per poter costruire la Torre. Due anni dopo nel 1495 si decide di eliminare un'ala della Piazza San Marco e viene abbattuta una parte delle Procuratie Vecchie. Iniziano i lavori di costruzione e la Torre viene eretta da Mauro Colussi il celebre architetto che all'epoca operava a Venezia e viene inaugurata dal Doge stesso il 1° febbraio del 1499.
Ci vogliono meno di quattro anni, cinquecento anni fa, senza la tecnologia del giorno d'oggi. Di recente la Torre ha avuto dei lavori di restauro che sono durati ben 9 anni, chiusa nel 1997 è stata riaperta nel 2006 e durante questi anni Piazza San Marco non ha avuto il suo orologio. Inizialmente si tratta di una Torre solitaria, le due ali laterali vengono aggiunte successivamente, di preciso dopo 6 anni nel 1505, per ridare armonia alla Piazza San Marco e anche perché erano rimasti degli spazi vuoti. Nel 1755 vengono aggiunte delle sopraelevazioni che terminano con le terrazze dalle quali si gode di una vista mozzafiato. Vengono aggiunte anche otto piccole colonne poste vicine ai pilastri portanti per abbellire ma anche rinforzare la strutture. La Torre odierna rispecchia quella originale, è la stessa.
Al primo piano si vede il grande arco, l'Arco di Trionfo all'ingresso della Calle delle Mercerie, calle commerciale e una delle più importanti della città perché il Ponte di Rialto con Piazza San Marco. Una "scorciatoia" che permette di essere a Rialto a piedi in cinque minuti, con il vaporetto ci vuole mezz'ora.
Al secondo piano c'è il quadrante astronomico, al terzo la Madonna con Gesù e la terrazza con la Processione dei Magi preceduti dall'Angelo. Ai lati della Vergine si trovano due pannelli, sono due ruote decagonali ma nel disegno rappresenta la data, cioè la data della mia visita, o l'ora cioè le 8:25? Si tratta dell'ora, questo è il primo orologio digitale al Mondo. Ci mostra l'ora in versione digitale e non c'è più la classica lancetta. La ruota delle ore cambia una volta ogni ora mentre quella dei minuti cambia una volta ogni cinque minuti perché ci sono solo dodici pannelli, questo orologio però arriva qualche secolo dopo e viene inserito nel 1558. La processione viene bloccata dalla tecnologia moderna perché le ruote prendono spazio dell'entrata e dell'uscita della processione e viene eliminata dal 1858. All'inizio del 1900 viene ripristinata e tutt'ora la processione viene fatta solo due volte l'anno, il 6 gennaio che è la data fissa, cioè l'epifania, e il 2° cade quaranta giorni dopo la Pasqua, l'Assunzione, e così uscirà dalle otto di mattina alle 8 di sera. Infatti oggi (un giorno prima della processione stessa) non vedrò l'orologio digitale cambiare perché un ingegnere è già passato a fissare i Re Magi. Infine c'è la terrazza con i due Mori che suonano le ore.
Dopo averci spiegato la storia e la struttura della Torre, la guida ci ha mostrato il motore e i pesi. La vera macchina si trova al piano di sopra e ho visto anche i pesi originali che venivano rialzati manualmente due volte al giorno per caricare la macchina dell'orologio chiamato il "temperatore".

(Schema del meccanismo dell'Orologio, 
foto di Anele)

(Dettaglio degli spazi all'interno della 
Torre dell'Orologio, foto di Anele)

(Il tempo e le stelle, foto di Anele)

(Il tempo e le stelle, foto di Anele)

La Torre era abitata e lo è stata per più di cinquecento anni dai vari orologiai e dalle loro famiglie e l'incarico passava di generazione in generazione ma solo dal padre al figlio maschio per una semplice questione di pesi, il più pesante ha un peso di circa 50 kg.
La stanza dove ora si trova il peso un tempo era occupata dal salotto, dalla cucina e dal bagno con la vista verso la macchina. L'orologio digitale si trovava nella stanza dei bambini e la camera dei genitori nella stanza sotto i Mori che suonavano le ore. Le famiglie avevano dovuto convivere con i rumori dei vari meccanismi. Il primo temperatore fu Giancarlo Rainieri (il costruttore della prima macchina) nel 1499. L'ultimo lascia l'appartamento nel 1998, ovvero sedici anni fa, e ora a 48 anni fa il consulente di filosofia all'Università Ca' Foscari.
Oggi i pesi vengono alzati da un meccanismo automatico e dei piccoli motori color argento con dei  sensori che appena vengono toccati dal peso il meccanismo di rimonta si aziona e automaticamente lo porta in alto dopodiché il peso inizia a scendere giù e scendendo giù rilascia la carica, l'energia, e appena tocca il sensore viene nuovamente rialzato e tuttora ci sono cinque grandi pesi: quattro ai lati e il quinto al centro. Ce ne sono cinque perché la macchina e composta da cinque diversi meccanismi.
Salendo le scale siamo passati vicino ad una porta chiusa che fino al 1998 conteneva la cucina, ora è lo stanzino della signora delle pulizie.

(Dettaglio dei meccanismi dell'Orologio, 
foto di Anele)

(Dettaglio dei meccanismi dell'Orologio, 
foto di Anele)

(Dettaglio dei meccanismi dell'Orologio, 
foto di Anele)

(Dettaglio dei meccanismi dell'Orologio, 
foto di Anele)

Salendo la scala in ghisa a chiocciola che non è l'originale, questa arriva nel 1858, sostituisce le classiche scale in legno molto pericolanti.
Siamo arrivati in una stanza dove all'epoca era il bagno con vista sulla macchina  che però non è quella originale, la prima non esiste più perché è stata svenduta nel 1753 siccome non funzionava più, fu costruita nello stesso anno da Bartolomeo Ferracina. La macchina ha una forma molto particolare, a croce greca, il meccanismo posto sopra, al centro è stato aggiunto nel 1858 quando è arrivato l'orologio digitale. Il primo cavo sale, va a destra, in fondo arriva ad una leva che aziona la ruota delle ore, l'altro cavo va a sinistra e poi ad un'altra leva che aziona quella dei minuti, due meccanismi ai lati comandano i Mori che hanno due cavi verticali che attraversano tutti i piani della Torre e arrivano alle statue e i Mori non suonano mica le ore all'ora giusta e non le suonano neppure insieme; il Moro di destra si aziona per primo e suona le ore due minuti prima e quella di sinistra due minuti dopo perché uno dei due che ha la barba (quello di destra) indica l'ora giá passata ovvero il passato... Le cifre sono in plexiglass, prima del restauro erano fatte in vetro bianco di Murano ed erano quindi molto più preziose.
Durante la processione esce per primo l'angelo che suona la tromba ma non si sente alcun suono, fa soltanto il gesto di suonarla annunciando così l'arrivo dei Re Magi che escono uno dopo l'altro e tutti e tre sono snodati all'altezza della cintura che permette loro di fare un bell'inchino davanti alla Vergine rendendole omaggio.
Per concludere quest' entusiasmante esperienza, saliamo in cima alla Torre dove si gode di una vista mozzafiato di tutta Venezia!

(Vista dalla Torre verso l'isola di San Giorgio, 
foto di Anele) (*)

Praticamente affianco a noi ci sono i due Mori originali del 1497 chiamati Mori semplicemente per il colore della pelle in bronzo. I cavi che azionano il loro meccanismo non si vedono perché entrano da due buchi sotto i piedi, passano attraversano le loro gambe e arrivano alla cintura. Essi sono snodati all'altezza della cintura che permette loro il movimento in rotazione, muovono soltanto i busti per suonare le ore con i martelli che tengono tra le braccia. La grande campana è anch'essa originale, del 1497. Poi si vedono i due martelletti della meridiana che suonano 132 colpi che è anche il numero dei gradini che abbiamo attraversato, ciò dimostra che niente è casuale ma tutto ben studiato e pensato. Nemmeno la posizione della Torre è casuale ed è stata costruita davanti al Bacino di San Marco perché l'ora doveva essere ben visibile ai marinai che partivano lungo la rotta del Medio Oriente, in più la Torre è costruita di fronte alle due colonne che sono la vera e propria entrata di Venezia dal mare.

(Uno dei due Mori e sullo sfondo 
l'isola di San Giorgio, foto di Anele)

(Uno dei due Mori e sullo sfondo 
il Campanile di San Marco, foto di Anele)

(Il complesso della Torre, foto di Anele)

E la mia visita finisce qui! È stata un'esperienza che rifarei sicuramente.

Nota.
Interessante il raffronto tra prospettiva usata in pittura (Canaletto, "Vista di Venezia") e l'utilizzo oggi della strumentazione fotografica (scatti eseguiti da Anele dalla Torre dell'Orologio (*) ).
Attraverso una "prospettiva sghemba", con due punti di fuga​,​ uno verso l'isola di San Giorgio e l'altro verso l'attuale Museo Correr, ​Canaletto riesce​ a creare un fronte visivo che altrimenti ad "occhio nudo" non sarebbe stato possibile​ percepire​ e oggi possibile solamente attraverso obiettivi particolari di macchine fotografiche professionali.

(Canaletto, "Vista di Venezia")

Foto realizzate e pubblicate con l'autorizzazione di MUVE - Fondazione Musei Civici di Venezia (si ringrazia il dott. Riccardo Bon, ufficio stampa e relazioni esterne Fondazione Musei Civici di Venezia).

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